Chiesa dell'Addolorata - Pro Loco Troia

Fotografia aerea: Leo Viscecchia
Troia
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Piazza Giovanni XXIII, 6,
 
già Piazza Cattedrale, orario feriale: 7.30-10.00; per visitarla, rivolgersi a  mons. Rolando Mastrulli, tel. 0881970081
 
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Voluta dal vescovo E. C. Cavalieri (1694-1726), la chiesa di San Benedetto (prima di San Francesco delle Stimmate e, infine, dell'Addolorata dopo la soppressione dell'omonima chiesa Via Parente, avvenuta con le leggi murattiane) presenta volutamente un esterno dal gusto semplice. Sull'antico ingresso, oggi murato, una lapide reca un distico che recita: EXIGUUM QUOD CERNIS OPUS/ NE SPERNE VIATOR, / PLACATUR PARVO MUNERE SAEPE DEUS (trad.    T.Maddalena: Non disprezzare la piccola opera che vedi, o viandante. Spesso Dio viene placato da un piccolo dono) e sull'ingresso attuale un'altra lapide dice: D(ivo) B(enedicto) P(atri)    / QUAMAEDEM SACRAM A SECULOET SUP(erna) / EXOPTATAM VE N E RABUNDUS INGREDERIS / ANNO CLEMENTIS P(apae) XI ULTIMO PRIMUM / INN(ocentii) P(apae) XIII PRIMO ULTIMU(m) LAPIDEM / SANCTIMONIALES FILIAE DE SUO AERE / P(osuerunt) AC D(edicaverunt) / MDCCXXII (trad. T. Maddalena: Al Padre Benedetto. Il tempio sacro, in cui entri con reverenza, fu desiderato dagli umani e dal cielo. Le sue figlie monache con proprio denaro posero e dedicarono la prima e l'ultima pietra nell'ultimo anno di papa Clemente XI e nel primo anno di papa Innocenzo XIII. 1721).
 
Viene realizzata, su progetto di Giovanni Domenico Navone, tra il 1721 e il 1724 ma già un anno prima della conclusione dei lavori la decorazione, ad opera del "pittor di Venosa", Carlo Mastroponti, era terminata.
 
Le tele più didattiche dell'artista venosino sono sistemate sulla parete dx per suscitare le meditazioni delle monache che, dietro le grate e dal coro di legno dorato, recitavano l'ufficio divino. Nel piccolo atrio si trovano: a sx (partendo dall'ingresso): la statua lignea del 1835 di San Francesco di Paola (di autore ignoto) (1), proveniente dall'ex chiesa dell'Addolorata e accanto alla statua è visibile un'iscrizione: A(nno)D(omini) MDCCXXIV XVI KAL(endis) DECEM(bris)/AEMIL(ius)IACOBCAVALERIUSS(anctae) TROIANAE ECCL(esi)AE EP(iscop)US / PONTIFICAT SUI ANNO XXXI / HANC PRIMAM ECCLESIAM (eatae) V(irgini) ACD(ivo) BENEDICTO ABBATI /BIENNIO ANTE MONIALIUM DEVOTO AEREDICATAM / EIUSDEMQ(ue) ARAM MAXIMAM / DEPOSITIS IN EA S(anctorum) BENEDICTI ANNAE ET HELENAE RELIQUIIS / SOLEMNIORI     RITU CONSECRAVIT / ET XLDIER(um) INDULG(entiam)    IN ANNIV(ersario) VISlTANT(ibus) / CONDONAVIT. (trad. T. Maddalena: Nell'anno del Signore 1724, 16^ calenda di dicembre, Emìlio Giacomo Cavalieri, vescovo della Santa Chiesa di Tròja, nell'anno 31° del suo pontificato col rito più solenne consacrò questa prima chiesa alla Beata Vergine e all'abate San Benedetto, dedicata in un biennio, davanti al monastero, con pio denaro e il suo altare maggiore, dopo avervi deposto le reliquie dei Santi Benedetto, Anna e Elena e concesse, a quelli che la visitano nel''anniversario, indulgenza di quaranta giorni); (a dx) la statua lignea della Madonna Addolorata (2) (forse di G. Colombo), proveniente dall'ex chiesa dell'Addolorata di Via Parente.
 
Prima di entrare nell'unica navata, ai lati posti in modo speculare, ci sono due acquasantiere (3) settecentesche, di derivazione vaccariana, che nel medaglione centrale raffigurano San Benedetto.
 
Nella navata si trovano:
 
- a sx la tela di "Santa Scolàstica ai piedi del Crocifisso" (4)e a dx la tela della "Madonna dei sette specchi" (5), entrambe di Carlo Mastroponti; a sx, la statua lignea di San Nicola da Tolentino (fì) e, a dx, la statua lignea di Sant'Antonio di Pàdova (7), entrambe di Nicolo Quartarula;
 
- a sx, la tela, posta su un altro altare barocco, della "Sacra Famìglia con Zaccaria, Santa Elisabetta e il Battista" (8)e, a dx, la tela, posta su un altare barocco, che raffigura "Le monache mentre colpiscono la vanità mondana" (9), entrambe del Mastroponti; a sx, la statua lignea di Santa Scolàstica (10) e, a dx, la statua lignea della Madonna col Bambino (11), entrambi del Quartarula. Un organo con la sua orchestra (12), dell'organaro Filippo Basile, è posto di fronte al pulpito ligneo (13), realizzato a Nàpoli da intagliatore ignoto.
 
- Sulla parete dx dell'altare maggiore è sistemata una tela, "iconograficamente altrettanto rara, in cui Cristo incorona sia una processione di martiri sia una di vergini" (14) (F. Baini) e sulla parete opposta, l'Ultima Cena (15), entrambe del Mastroponti.
 
- Sulla parete absidale è posta la pala di "L'Apparizione di Cristo a San Benedetto" (16) del pittore-intagliatore trojano Giovanni Petruzzi (1728-?).
 
        Questa, insieme agli affreschi del cupolino e dei pennacchi e alla decorazione del soffitto, venne realizzata nel 1770 e fa parte della seconda fase di decorazione della chiesa durante il vescovado di Marco De Simone (1752-1777), che apprezza le qualità dell'artista trojano.
 
        Sotto il soffitto è raffigurata "La Glòria di San Benedetto". E' una tela ricca di immagini educative per le suore Benedettine, realizzata su un enorme telone che copre le travature lignee. Sono rappresentate, racchiuse in finte cornici, la Prudenza, la Giustìzia, la Fortezza e la Temperanza del Mastroponti. Al centro è dipinta la Glòria di San Benedetto sulla quale il Petruzzi vi ha apposto la propria firma.
 
        Il pavimento in cotto, a "rigiole spetenate", realizzato nel 1760 dal famoso riggiolaro Giuseppe Barherio, presenta al centro l'enorme emblema in maiolica dei D'Àvalos (17). Accanto all'altare maggiore (a sx) si trova un elegante inginocchiatoio settecentesco di raffinato intarsio e nel vano sagrestia di sx ci sono un lavabo (18) e due comò settecenteschi in legno, finemente intarsiati,
INFORMAZIONI
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