Chiesa di Maria Santissima Mediatrice - Pro Loco Troia

Fotografia aerea: Leo Viscecchia
Troia
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Via Regina Margherita 9, orario: 7.30-12.30; 16.00-20.00
 
 
Occupata agli inizi del 1700, come caserma di fanteria, gli storici affermano che nel 1725, per volere della principessa Giulia D'Àvalos e del principe Nicola, vi si stabiliscono "tredici donzelle pronte per iniziare la vita religiosa" (D. Vìzzari)      come Clarisse Francescane "sullo stesso sito dell'ex monastero delle donzelle oneste ,sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie fuori le mura sulla via di   Fòggia"   (V. Bambacigno). Ma si sa anche che donna Anna D'Àvalos dona il 22.8.1938 al vescovo di Tròja un edificio dettto "Casa della Cappella di S. Maria delle Grazie lungo la strada provinciale Troia Foggia in prossimità del cimitero comunale" (lettera del vescovo A. Pirotto).
 
Andata in rovina dopo l'abbandono, la chiesa con l'intero complesso delle Clarisse Francescane nel 1927 viene concessa dal vescovo Farina al padre comboniano Bernardo Sartori (1897-1983), che restaura subito la vecchia chiesa, utilizzata come deposito, poi commissiona la slattici della Madonna (1928) all'intagliatore Stufflesser di Ortisei, raccomandandogli una riproduzione simile alla Madonna di San Sisto, realizzata da Raffaello. In seguito, restaura l'intero stabile per ospitare l'Istituto comboniano per le missioni africane.
 
La chiesa e tutto il complesso presentano un'architettura estranea al Centro Storico di Tròja. Essa risente pienamente dell'influsso delle pievi venete, luogo d'origine di padre Sartori.
 
Nella cappella dell'Istituto comboniano è conservato un interessante dipinto settecentesco su tela con l'immagine della Madonna col Bambino dell'artista Spanò, regalato a padre Sartori da una benefattrice nel 1930 di Torre Annunziata.
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