Chiesa di S.Basilio Magno - Pro Loco Troia

Fotografia aerea: Leo Viscecchia
Troia
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Piazza Sabato, orario: festivo: 7.30-10.00 per visitarla, rivolgersi al sig. Bolognone (di fronte)
 
 
Menzionata per la prima volta in una pergamena del 1087, secondo il Rotili e il Bertaux sarebbe stata costruita prima, per il Petrucci sarebbe dell'anno 1017, mentre per il Bambacigno risalirebbe all'epoca paleocristiana, la chiesa di San Basilio Magno si trova nello slargo angusto di Piazza Sàbato. Ha forma di croce latina, molto aggettanti sono i bracci di crociera e la torretta che sovrasta il transetto. La facciata, originariamente squadrata, riprende i profili delle navate, centrale e laterali. Viene rimaneggiata in epoca barocco con due piccoli timpani a baldacchino. Le trasformazioni subite dalla fabbrica sono molto evidenti lungo il perimetro laterale della chiesa e nella parte absidale. Il portale principale e la bifora sono originali. Ai lati della facciata, sotto il cornicione, sono incastonati due fregi di epoca romana, recuperati tra le rovine dell'antica Aecae. Percorrendo la stradina di Corso Umberto I, (detta fra due terre), si notano due porte tompagnate. Una di esse, quella vicino al braccio di crociera di dx (1), ha funzione astronomica. E' una porta solstizìale, come afferma il prof. Aldo Tavolare.
 
L'absidiola, appena aggettante, si apre direttamente sulla crociera, arricchita da sottili colonnine che terminano con archetti pensili. Su questo lato, si possono notare le trasformazioni: la sovrapposizione del campanile, la cupoletta emisferica sul braccio di crociera sx, la muratura superiore non a blocchetti, in special modo sulla parte sx.
 
Raggiungendo l'altra fiancata (di fronte a Via Santo Spìrito), si nota una sola porta, pur'essa tompagnata, con un architrave romano del I-II sec.d.C. di età Adrianea o tardo Adrianea.
 
L'interno è di una semplicità stucchevole. La luce filtra dalle finestre e crea luci e ombre tali da spingere il distratto Uomo moderno a farsi rapire dall'eleganza essenziale della costruzione. Sulla sx è collocato il fonte battesimale (2): una conca è arricchita da moduli verticali (la data 1516 deve leggersi 15M) ed è soi-retta da una base cilindrica tozza, che presenta la iscrizione: P(rosp)ER R(ebi)BA - EP(iscopu)S TROIANU(s) /P(a)TRl(ar)CHA COSTA(n)Tl(n)OP(olis) / 1516 (trad. T. Maddalena: Prospero Rebiba vescovo trojano e Patriarca di Costantinòpoli ); difatti, lo stemma scolpito è quello del card. Prospero Rebiba, vescovo di Tròja dal 1561 al 1592.
 
Sulla parete d'ingresso, accanto al fonte battesimale, un interessante affresco (3) del XVI secolo, dai colori tenui e di buona fattura, raffigura il battesimo di Cristo con San Giovanni Battista. Sulla parete contigua è sistemata una grande tela settecentesca (4), forse del Solimena (1657-/1747) o di Domenico Preste, recentemente restaurata, sulla quale sono dipinti una Madonna con Bambino; ai suoi lati, più in basso. San Basìlio Magno (a sx). San Guglielmo (oppure il vescovo del tempo e Santa Barbara).
 
La navata centrale è spartita da quelle laterali da otto colonne, costruite con "frammenti di marmi antichi e conci di pietra" sui quali poggiano armoniosi archi a tutto sesto, I capitelli sono sbozzati agli angoli, hanno foglie con o senza nervature (coinè a S. Paolo inter Vìneas a Spoleto), protetti da abaci a due lastre.
 
Sul fusto della penultima colonnari del lato sx (partendo dall'ingresso) "si sovrappone un frammento di colonna antica, decorato con festoni e bucrani, proveniente come gli altri pezzi di riporto dalle rovine di Aecae"(P. Belli D'Elia), della fine del I sec. a.C. inizio I sec. d.C., simile alla decorazione della tomba di Cecilia Metella sulla Via Àppia (P-Vergara).
 
Le semicolonne con i semicapitelli (6), addossati alla parete interna della facciata, sono di spoglio e provengono anch'esse dalle rovine dell'antica Aecae. Quella di sx è di età Serviana, III sec. d.C., ed è simile al capitello del teatro o delle termo di Nettuno di Ostia (Roma); quello di dx, sembra riscalpellato ed è del II sec. di età Trajano-Adrianea (P.Vergara).
 
Isolato in un angolo, fuori dal braccio sx del transetto, c'è un capitello a merlatura (7), sostenuto da una colonna monolitica con collarino. La sua provenienza e la sua funzione sono ancora ignote.
 
La volta della navata centrale è con molta probabilità Cinquecentesca. Sostituì la copertura lignea a capriate (cnsì pure erano le volte delle navate laterali). Originali sono, invece, la copertura a botte del braccio dx del transetto (8) e la copertura a crociera della sacrestia (9), preesistente alla chiesa, sostenuta da tozze colonne. La cupola emisferica centrale è stata rifatta, con molta probabilità, ad eccezione della parte inferiore dev'è l'attacco della stessa molto affine a quella della Cattedrale di Bovino. Originariamente la finestra aperta sotto la cornice della cupola non e'èra, La sua apertura risalirebbe al XVI-XVII sec.
 
Le pareti, scrostate di recente, hanno messo a nudo affreschi sia nell'area battesimale, sia sulle pareti della navata dx (10) e sia nel braccio di crociera di dx, dove è ben visibile Sar Giorgio che combatte contro il drago (11).
 
 
 

INFORMAZIONI
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