Chiesa di S.Giovanni di Dio - Pro Loco Troia

Fotografia aerea: Leo Viscecchia
Troia
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Via Matteotti 117, orario: 7.30-9.00, per visitarla, rivolgersi a mons. Rolando Mastrulli, tei. 970081
 
 
Viene costruita o accanto o su una edicola dedicata alla Madonna dell'Arco (da non confondere con l'omonima Madonna la cui effige in maiolica è custodita, sotto l'arco, a pochi metri di distanza). Conserva la statuta di San Giovanni di Dio e un reliquiario (braccio ligneo) contenente una falange. Vi era annesso l'ospedale Fatebenefratelli (oggi Casa di riposo), realizzato nel 1588 e registrato con atto notarile nel 1590. Ma già nel 1471 a Tròja vi è un ospizio, fondato da Stefano Grùben, ricordato da una epigrafe in Via Regina Margherita 105-107: A(nno) D(omini) MCCCCLXXI IND(idione) IIII CONSTRUC(tum) AT / AEDIFICATU(m) FUIT PR(aese)NS HOSPITI(m)M P(er) VENERA / BlL(em) ET RELlGIOSU(m) VIRU(m) D(omi)NU(m) STEPHANUS / GRUBEN CO(m)MENDATORE(m) BAL.IVIE APULIE / ORDINIS S. MARIE HYEROSOLI(mi)T(a)NORU(m) D(omi)N(i) ALAMANDORU(m) (trad. T. Maddalena: Nell'anno del Signore 1471 - Indizione quarta - fu costruito ed edificato questo ospizio ad opera del 'venerabile e pio uomo signor Stefano Gruben commendatore della Baliva di Puglia dell'Ordine di S. Maria dei gerosolimiteni della nazione Alemanna).
 
Di rilevante interesse pittorico è la tela (a sx entrando) che raffigura "San Carlo Borromeo", forse del Battistello (C. B. Caracciolo) (1570-1637), perche quasi identica a quella presente nel museo di Capodimonte a Nàpoli. E' un'opera del quarto decennio del Seicento e pone Tròja "all'avanguardia perché rappresenta una delle prime reazioni regionali al tenace radicamento del tardo manierismo" (F. Baini).
ASSOCIAZIONE TURISTICA e CULTURALE
PRO LOCO TROIA
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