Ex chiesa dei Morti (o Morticelli) - Pro Loco Troia

Fotografia aerea: Leo Viscecchia
Troia
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Via Regina Margherita, 120
 
 
Costruita, forse, sui ruderi della chiesa di Sant'Angelo (de Rodingo?) (1080?)o di San Salvatore (?) (XI sec.) poi dedicata aSant'Eustàchio martire, la chiesa dei Morti o dei "Morticelli" prende il suo nome dall'Arciconfratèrnita dell'Orazione e Buona Morte istituita nel 1532 (per filiazione all'omonima congrega della città di Roma) con la quale passò sotto il titolo e la protezione di San Michele Arcàngelo. Infatti, in una visita pastorale, fatta da mons. Giacomo Aldobrandini (1592-1607) nell'anno 1595 "si fa riferimento all'esistenza di una chiesa dedicata a Sant'Angelo e in tutte le altre visite pastorali appare in continuità una "Chiesa di San Michele" sita "in pùplica platea" e officiata      dalla Confratèrnita della Buona Morte" (R. Mastrulli).
 
Nel 1752 è costruita la "Grotta di San Michele" sotto il nuovo presbiterio con un altare e una nicchia sovrastante con la statua in pietra dell'Arcàngelo.
 
La chiesa aveva, originariamente, l'entrata a settentrione. Poi, venne aperta "una porta a lato di ponente in una via della Città, e perché la nuova entrata venne arricchita di due campanili ........... la via prese il nome ...... dei Campanili" (oggi Via Jamele). "Nel 1763 venne soppressa la porta a lato ponente, e tolti i campanili............venne aperta la nuova porta di entrata in Chiesa prospiciente la piazza di dove si accede per un corridoio..." (L. Savino) varcando prima un artistico cancello in ferro battuto del 186 (e il portale che ha sull'architrave un distico scolpito (forse proveniente dall'arredo interno della chiesa o da altra fabbrica): ANGELUS HAEC MORIENS JUSSIT MONUMENTA RECOL(xxxxx) / PELNIGER UT FIANT HIC SACRA LIBADEO. (trad. T. Maddalena: Angelo Pelimela, morendo, dispose che fosse costruito questo monumento perchè fossero offerti a Dio dei sacrifìci).
 
In questa chiesa, dal gusto barocchetto settecentesco, veni vano seppellite, nell' ampio vano seminterrato (Catacumbae confratrum) detto le "Catacombe" le spoglie dei confratelli Una scritta (del 1754) è rilevabile sul lato nord, esterno alla chiesa,: IUVENTUR MORTUI NON / LACRIMIS SED ELEMOSYNIS CRYSOST(omo) SERM(one) (trad. T Maddalena: Ai morti non giovano lacrime, ma elemosine - da un sermone di Crisostomo - ). Sul portale d'ingresso alta chiesa una nicchia, incorniciata da volute, conteneva la statua in pietra di San Michele.
 
Don Luigi Savino in un suo opuscolo parla di arredi marmorei e di grosse tele ( Il Sogno di San Giuseppe, la SS. Trinità e San Nicola di Bari, quest'ultima proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie fuori le mura) presenti nella chiesa verso gli inizi degli anni Cinquanta. Nel 1956 viene chiusa al culto perche pericolante e, poi, venduta nel 1978, L'ultima parte di tetto, quella dell'abside, è crollata nel 1995.
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